Strategie per cominciare

Posted on ottobre 5, 2013

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Quando si progetta un grande cambiamento, è normale andare a sentimento. Avrai qualcuno che ti dice – lascia perdere, qualcuno che – chi te lo fa fare – e così via.

E’ così, bisogna essere un po’ sognatori e un po’ irresponsabili. Ma questo non significa che fare le cose

sia raccomandabile. No.

Soprattutto all’inizio, un errore di pianificazione ti può costare molto, anche decretare il fallimento dell’intero progetto professionale e di vita. E’ importante essere sognatori, ma bisogna essere pragmatici e attenti. Ecco un po’ di cose sparse su cui ho riflettuto durante il mio primo anno in UK:

Inglese

Nota: se il tuo inglese è perfetto, salta pure questa sezione. E’ dedicata a chi come me alla partenza ha un inglese “medio”, che qui equivale a “penoso”.

Si sa che noi italiani, chi più chi meno, siamo delle ciabatte con l’inglese. E si sa che per fare il giornalista un’ottima padronanza della lingua non è opzionale. Quando si decide di partire si rischia di dare per scontato l’apprendimento dell’Inglese, se sei qui per intraprendere un corso avrai superato il test IELTS e ti sembrerà di partire bene. Invece, ti attendono le situazioni più imbarazzanti della tua vita, specie se in Italia vantavi una prosa elegante.

Ti sentirai un minchione per mesi e mesi, i tuoi compiti saranno tutti rossi, le persone ti guarderanno e penseranno “posso correggerla o sembrerò maleducato?” “posso ridere o la metterò in imbarazzo?”. La buona notizia è che passa.

Ma per farlo passare ci vogliono sforzi importanti, e per il bene della tua carriera sarà meglio che passi il più in fretta possibile. La prima regola aurea è Niente Coinquilini Italiani.

Fuggite, disperdetevi, andate ad abitare in aree opposte.

L’inglese si impara praticandolo, ma soprattutto praticandolo quando non ne hai voglia, quando sei stanco e oberato di lavoro e vorresti solo dire due battute in dialetto. Se hai un coinquilino italiano, lo farai. Poi lo farai più spesso, ti impigrirai e il tuo inglese rimarrà imbarazzante. E’ come esercitarsi nella maratona. Se al terzo chilometro ti piazzano davanti un divano e un ciobar non saprai dire no, ma non vincerai mai nessuna gara.

Sii talebano con te stesso: non si parla italiano, non si scrive in italiano, se puoi evitarlo lascia perdere i raduni tra Italiani.

Corsi

Fare un corso è la via più facile per entrare nel mondo del giornalismo britannico. Ti offre contatti con l’industria, ti dà le competenze necessarie e l’occasione di metterle in pratica con uno o più tirocini.

Ma poiché qui le università sono un business (non che in Italia non lo siano, ma qui lo sono di più) in quello che raccontano c’è anche una forte componente di marketing che può essere fuorviante. Studia il sito del corso che ti interessa, ma non credere a tutto quello che c’è scritto, soprattutto alle statistiche. Il “90% di occupati nei primi sei mesi dopo il corso” non vuol dire niente.

Interroga le persone che hanno frequentato lo stesso programma, fatti una lista di pro e contro, scegli qualcosa che ti piace ma che sia spendibile sul mercato.

Per esempio, ti sorprenderà sapere che il giornalismo investigativo qui ha un ampio mercato, mentre per il giornalismo di guerra le speranze sono molto poche, soprattutto se non sei giovanissimo e non hai extra soldi da spendere.

Poco male: rimpiango di non avere un PhD in informatica o di non essere una campionessa di parkour, ma sono comunque soddisfatta della mia vita coi piedi quasi per terra (di aerei ne prendo parecchi).

Tirocini

Questo vale per chi ha deciso di fare un corso di giornalismo, ovviamente. Ne faccio un paragrafo a parte perché si tratta di un aspetto cruciale, da cui dipende Tutto o quasi.

Il mio suggerimento è di scartare quei corsi che non prevedono esperienze di lavoro o un forte supporto nella loro ricerca. Inoltre è da tenere in considerazione il fatto che i corsi più frequentati (+50 persone) saranno probabilmente più deboli sotto questo punto di vista e dovrai arrangiarti per conto tuo.

Una volta finito il corso non avrai tempo e forse nemmeno soldi per fare un mese o più di tirocinio non pagato, quindi è fondamentale sfruttare bene il tempo a tua disposizione per riempire la tua agenda di contatti e il tuo portfolio di esperienze interessanti.

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